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Che cos’è la Responsabilità Civile Professionale ?

La responsabilità del professionista riguarda il rapporto contrattuale che si crea tra il prestatore di un attività, professionista, e colui che usufruisce dei suoi servizi/prestazioni, il cliente.
La suddetta responsabilità è regolata dagli artt. 1176 e 1218 del C.C. che stabiliscono i seguenti principi:
1. ciascun professionista è tenuto a fornire le proprie prestazioni adoperando, non solo la diligenza del “buon padre di famiglia” ma una “diligenza specifica” necessaria per lo svolgimento della sua attività e sulla base della quale può esercitare l’attività stessa
2. se un professionista “non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno”; in tal caso inoltre spetta a lui dimostrare che il danno non gli possa essere imputato.

In pratica il professionista chiamato a rispondere del proprio operato per aver cagionato un danno dovrà, oltre ad essere adeguatamente preparato al fine di eseguire correttamente la prestazione richieste, poter dimostrare di essere esente da colpa e di non aver quindi commesso nessun errore professionale.
L’unica attenuazione al suddetto principio è stabilità dall’art. 2236 del Codice Civile che prevede che se il professionista, nello svolgimento della prestazione, debba adottare soluzioni eccezionali, o di particolare difficoltà (es. non adeguatamente approfondite dalla scienza o non sufficientemente sperimentate) vi è una sua responsabilità solo se sia ravvisabile dolo o colpa grave.

 

Il concetto di colpa: che differenza c’è tra colpa lieve e colpa grave ?

 

Senza affrontare argomenti specifici di carattere giuridico e semplificando il concetto, vi è colpa da parte di un professionista quando nella sua condotta professionale sia ravvisabile uno o più dei seguenti comportamenti:

  • negligenza , vale a dire mancanza di ci cura e attenzione nell’agire;
  • imprudenza, vale a dire eccesso di audacia, sfida alla ragione ed all’esperienza, avventatezza nell’agire;
  • imperizia, vale a dire mancanza di abilità e competenze professionali;
  • inosservanza, vale a dire trascuratezza nel seguire norme e/o procedure.

La colpa poi viene divisa in “lieve” e “grave”.
Si parla normalmente di colpa lieve se il professionista, nello svolgimento della sua attività non pone la diligenza del prestatore d’opera intellettuale , accorto e scrupolosamente attento (diligenza) o agisca con una certa imperizia.
Si parla invece di colpa grave quando il comportamento del professionista sia riconducibile ad una condotta talmente imprudente, negligente o privo di perizia che qualsiasi persona lo avrebbe evitato.
A titolo esemplificativo, riferendoci alla professione medica, è stata ritenuta sussistente la colpa grave in capo ai sanitari, medici dipendenti di un ente ospedaliero, in quanto, nell'attività di assistenza al parto, hanno scelto “una metodologia in presenza di dati obiettivi che ne imponevano l'esclusione”; e ancora quando il medico curante, fattosi sostituire per un certo periodo da un altro medico, “in assenza di tenuta di uno schedario degli assistiti, non abbia informato il sostituto di una grave ed accertata intolleranza ad un determinato farmaco da parte di un paziente (nella specie il medico sostituto, non avvisato dell'intolleranza, prescrisse ad una paziente il farmaco "Voltaren" rispetto al quale la stessa aveva già dato segni di allergia e la cui assunzione ne provocò la morte per "shock" anafilattico”; infine quando l'odontoiatra, “in presenza di problemi tecnici di speciale difficoltà, abbia praticato un intervento chirurgico in sito diverso da quello su cui si sarebbe dovuto svolgere e senza tenere conto di un preesistente stato di invalidità del paziente”.

Dopo quanto si prescrivono i danni di responsabilità Civile Professionale ?

Ai sensi dell’art. 2946 del Codice Civile il danneggiato ha diritto a richiedere il risarcimento del danno entro dieci anni da quando il danneggiato rileva di aver subito il danno.

La polizza R.C. Medici a chi si rivolge ?

Questa polizza, ovviamente, si rivolge alla categoria professionale dei medici, che è una professione intellettuale (caratterizzata quindi dall’opera creativa svolta dal singolo prestatore) protetta, il che significa che non può essere svolta da chi non ha i requisiti richiesti (la legge punisce chi compie abusi professionali) e che per l’esercizio della quale è necessario essere abilitati ed iscritti in appositi albi. Coloro che possono usufruire della suddetta copertura assicurativa sono pertanto tutti i medici e gli odontoiatri con regolare iscrizione agli albi ed in possesso della necessaria abilitazione.
Attraverso la suddetta polizza il medico assicurato trasferisce alla Compagnia assicuratrice, fino al massimale assicurato, il rischio di dover risarcire i danni e/o le perdite patrimoniali causati a terzi per errori o omissioni che potrebbe commettere nell’esercizio della sua professione.

 

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